Si è svolto ad Aosta il convegno dedicato all’affido paritetico come strumento per garantire bigenitorialità e cogenitorialità dopo la fine della convivenza. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori aps e ha messo al centro la necessità di ridurre la conflittualità tra gli adulti, evitando che i figli diventino ostaggi delle controversie familiari.
I lavori sono stati aperti dall’avvocato Francesco Valentini, che ha ricordato la figura del professor Antonio Sonatore, padre dell’associazione, nel trentennale della sua morte. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i problemi legati alla gestione dei minori, alle procedure di affidamento e al ruolo delle istituzioni e della magistratura nei casi di separazione.
Il ruolo dei genitori nella crescita dei figli
L’avvocato Gerardo Spira ha ripercorso le attività svolte ad Aosta dall’associazione, sottolineando come i figli rischino di essere trascurati all’interno del conflitto tra i genitori. Secondo Spira, servizi e giustizia finiscono spesso per concentrarsi sulla contrapposizione tra gli adulti, senza considerare adeguatamente la condizione dei minori, che sono i principali destinatari delle decisioni sull’affido.
Il presidente onorario dell’associazione ha inoltre posto interrogativi sulle modalità con cui vengono applicati i principi fissati dal legislatore. Al centro del suo intervento la necessità di mantenere l’attenzione sull’interesse dei figli e di evitare che le procedure si trasformino in un insieme di posizioni contrapposte, perdendo di vista l’obiettivo della tutela dei minori.
Il dottor Bruno de Filippis, già presidente della Corte d’Appello di Salerno, ha analizzato il superamento dell’impostazione secondo cui, dopo la separazione, i figli dovessero vivere prevalentemente con uno solo dei genitori. L’affidamento alternato, con doppia residenza e dimora, è stato indicato come una possibile modalità per rendere più equilibrati i tempi di permanenza e per porre entrambi i genitori sullo stesso piano agli occhi dei figli.
Rifiuto di un genitore e responsabilità pubbliche
Il neuropsichiatra infantile Giovanni Camerini ha affrontato il tema del rifiuto di un genitore da parte del figlio, una situazione che si verifica solitamente nei confronti del genitore non collocatario. Nel suo intervento ha spiegato che questo atteggiamento deve essere analizzato e, quando necessario, affrontato da entrambi i genitori, verificando prima che non sia legato a pressioni psicologiche esercitate dall’altro.
Il consigliere regionale Andrea Manfrin, componente della V Commissione Sanità, ha invece illustrato i compiti dell’ente pubblico valdostano nell’assistenza alle famiglie e nella gestione delle separazioni. Ha richiamato quanto, a suo giudizio, non sarebbe stato realizzato dal 2006, anno dell’entrata in vigore della legge sull’affido condiviso, e ha ricordato il protocollo proposto dall’associazione insieme ad alcuni consiglieri regionali nel 2016-2017, poi non approvato dall’assemblea.
Manfrin ha indicato tra le priorità dei prossimi mesi la necessità di riportare i minori e i loro genitori al centro del dibattito politico regionale. Il confronto, coordinato dal dottor Andrea Pieri, vicepresidente dell’associazione, si è concluso con l’impegno a promuovere nuove iniziative ad Aosta. Il presidente Ubaldo Valentini ha annunciato la volontà di coinvolgere anche esponenti della politica valdostana, ripartendo dal protocollo del 2016, ancora non attuato. La diretta streaming dell’incontro è stata seguita da alcune migliaia di persone sui siti Aostaoggi.it e genitoriseparati.it.