Ricerca enologica

Monchoisi, bottiglie recuperate dal fondo del lago di Chamolé

Il progetto dell’Institut Agricole confronta l’affinamento subacqueo con quello nelle cantine di valle.

Monchoisi, bottiglie recuperate dal fondo del lago di Chamolé

Negli scorsi giorni si è conclusa una nuova fase della sperimentazione condotta dall’Institut Agricole Régional sul Monchoisi, spumante metodo classico prodotto con uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Blanc. Con l’aiuto dei sub del Diving Center Mont Blanc e alla presenza degli alunni della scuola, sono state recuperate 250 bottiglie immerse nel lago di Chamolé e trasferite nella cantina dell’istituto.

Il lago si trova a 2.329 metri di quota, ai piedi del Mont Emilius, nella zona di Charvensod. Le bottiglie erano state sistemate in un cestello e depositate sul fondale nel 2024, con l’obiettivo di confrontare l’evoluzione dello stesso vino con quella del lotto lasciato affinare nelle cantine dell’Institut Agricole, in fondovalle.

Il confronto tra i due affinamenti

Il progetto era stato deciso nel settembre 2023. Un anno più tardi, sul fondo del lago, era stato collocato il primo cestello con le 250 bottiglie dell’annata 2023. Nel settembre 2025, in occasione dell’immersione della nuova annata, erano state prelevate dieci bottiglie del lotto precedente per avviare le prime analisi. Negli scorsi giorni è stato completato il recupero dell’intero gruppo immerso nel 2024, mentre un nuovo cestello è stato collocato nelle acque di Chamolé.

La sperimentazione, ha spiegato Patrick Ronzani, responsabile dell’Unità di ricerca viticoltura ed enologia dello IAR, mira a verificare se il prodotto affinato nel lago presenti caratteristiche differenti rispetto a quello maturato in cantina. I primi riscontri sono ancora parziali: sulle bollicine è stata osservata una differenza, mentre per valutare l’aroma sarà necessario proseguire con le analisi.

Temperatura e assenza di luce

Il lago ha una profondità compresa tra 6 e 7 metri. Il contenitore con le bottiglie, una volta adagiato nello specchio d’acqua, sprofonda in parte nel limo presente sul fondale. Secondo le prime valutazioni, a incidere sull’affinamento potrebbe essere soprattutto l’assenza di luce, più che la temperatura dell’acqua.

Per arrivare a una valutazione complessiva, l’Institut Agricole prevede almeno tre anni di analisi. L’esperienza attuale riprende un tentativo avviato quasi quindici anni fa, quando un cassone di bottiglie era stato depositato nel lago Verney, al Piccolo San Bernardo, su iniziativa dell’allora direttore della Sperimentazione Andrea Barmaz e in accordo con un sommelier.

Quelle bottiglie furono recuperate tre anni fa e, secondo il racconto di Ronzani, offrirono risultati interessanti soprattutto per la qualità delle bollicine. Da quell’esperienza è nata l’idea di strutturare una nuova sperimentazione in un lago più facilmente raggiungibile. La scelta è ricaduta su Chamolé, dove il nuovo lotto potrà ora proseguire il proprio affinamento in attesa dei prossimi riscontri.