Dopo le polemiche suscitate dall’immagine pubblicata su WhatsApp da Gilbert Turcotti, segretario del vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana interviene per chiarire la posizione della diocesi. La composizione mostrava la bandiera Progress Pride riprodotta quattro volte fino a formare una svastica, accompagnata dalla frase Questione di prospettiva. Il contenuto era stato condiviso nei giorni dell’Aosta Pride e aveva provocato la reazione di associazioni, forze politiche e rappresentanti della comunità LGBTQIA+.
In un’intervista al settimanale diocesano Corriere della Valle, Lovignana sostiene che tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale, devono trovare nella Chiesa porte aperte. Il vescovo afferma di avere incontrato negli ultimi anni persone omosessuali e attivisti, spiegando di aver mantenuto con loro un confronto basato sull’ascolto e sul rispetto, anche quando le posizioni sono rimaste differenti. Per il presule, la comunità cristiana deve diventare sempre più accogliente e contrastare ogni forma di discriminazione, presentando allo stesso tempo in modo chiaro gli insegnamenti della morale cattolica.
La posizione della diocesi
Lovignana ribadisce che il post di Turcotti non rappresenta la posizione della diocesi né quella della Chiesa. Secondo quanto già precisato in una nota dell’Ufficio diocesano Cultura e Comunicazioni sociali, gli orientamenti ufficiali vengono espressi soltanto attraverso la predicazione pubblica, i messaggi, le lettere, le interviste del vescovo e le comunicazioni dell’Ufficio stampa. Il contenuto pubblicato dal segretario viene quindi ricondotto a un’opinione personale, senza entrare nel merito dell’immagine.
Sulle iniziative legate all’Aosta Pride, il vescovo sceglie di non formulare valutazioni specifiche e richiama il diritto di tutti a esprimere liberamente le proprie idee, nel rispetto di quelle altrui. Lovignana invita inoltre a non dividere le persone in categorie, sottolineando il valore della dignità individuale e la necessità di confrontarsi con situazioni concrete, comprese quelle vissute con sofferenza o difficoltà.
Le reazioni di associazioni e partiti
La presa di posizione non ha fermato le critiche. L’Anpi Valle d’Aosta, parte del Comitato Aosta Pride, ha definito grave l’accostamento tra la svastica e la bandiera del Pride, ricordando il significato del simbolo nazista e la persecuzione subita da milioni di persone. L’associazione ha chiesto alla diocesi un incontro pubblico, aperto anche a cittadinanza e scuole, sul valore della memoria storica.
Critiche sono arrivate anche da Alleanza Verdi e Sinistra, dai Radicali italiani e da Ambiente diritti uguaglianza Valle d’Aosta. Le organizzazioni hanno contestato la definizione del post come semplice opinione personale e hanno chiesto una condanna esplicita. Arcigay Queer VdA André Zanotto, che aveva sollecitato una presa di distanza immediata, ha sostenuto che la comunicazione della diocesi non contenesse una risposta sufficiente né un riferimento alle persone che si sono sentite colpite. Turcotti, in precedenza, aveva dichiarato di essere dispiaciuto per il turbamento provocato e si era scusato, precisando di non avere avuto intenzione di offendere.