Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale 13/2026 approvata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta lo scorso luglio. Il provvedimento riguarda i Lea, cioè i Livelli essenziali di assistenza, e comprende anche interventi collegati alle politiche sanitarie e sociali.
Le contestazioni del Governo
La decisione è stata assunta sulla base della proposta del ministero degli Affari regionali. Secondo la valutazione del Governo, alcune disposizioni contenute nella norma eccederebbero le competenze attribuite alla Regione dallo Statuto speciale e sarebbero in contrasto con la normativa statale.
Nel dettaglio, le contestazioni riguardano le materie dell’armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica. Il ministero ritiene inoltre che le disposizioni impugnate violino l’articolo 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, della Costituzione, richiamati nell’atto con cui è stata promossa la contestazione.
Risorse per l’assistenza
Uno dei punti centrali della legge è l’incremento di spesa pari a 18,8 milioni di euro. Le risorse sono destinate al finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza e alla copertura di una quota del disavanzo dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta.
Il testo approvato dal Consiglio Valle è composto complessivamente da 13 articoli. Oltre alle disposizioni finanziarie relative ai Lea e al bilancio sanitario, prevede misure sulle prestazioni aggiuntive, pensate per contribuire alla riduzione delle liste di attesa. Proprio alcune di queste previsioni, insieme agli altri interventi contenuti nella legge, sono ora oggetto dell’impugnativa del Governo.
La contestazione non riguarda quindi l’intero impianto della norma in modo indistinto, ma specifiche disposizioni che, secondo Palazzo Chigi, non sarebbero compatibili con i limiti delle competenze regionali e con i vincoli stabiliti dalla legislazione statale in materia finanziaria e sanitaria.