Sanità pubblica

In Valle d’Aosta persi 50 medici in dieci anni

Anaao-Assomed segnala dimissioni crescenti, turni gravosi e organici ridotti lungo la penisola.

In Valle d’Aosta persi 50 medici in dieci anni

La Valle d’Aosta deve fare i conti con una progressiva riduzione del personale medico. In dieci anni il Servizio sanitario regionale ha perso 50 medici, secondo il dato reso noto dal direttore sanitario dell’Azienda Usl, Mauro Occhi. Il quadro si inserisce in una difficoltà più ampia, che riguarda la disponibilità di medici di famiglia e, con intensità diverse, tutte le regioni italiane.

Un altro elemento riguarda l’organizzazione dell’assistenza territoriale: l’assessore regionale alla Sanità ha riferito che tutti i 73 medici di medicina generale valdostani fanno parte delle Aggregazioni funzionali territoriali. La presenza di queste strutture, tuttavia, non cancella le criticità legate al ricambio del personale e alla tenuta degli organici.

Dimissioni oltre il ricambio generazionale

Un’indagine di Anaao-Assomed, pubblicata venerdì, analizza le ragioni del fenomeno e sostiene che la carenza non dipenda soltanto dal mancato ingresso di nuove leve. Nel 2025, per la prima volta, i medici dimessi dal Servizio sanitario nazionale sono stati più numerosi di quelli arrivati al pensionamento: 3.767 contro 2.876. Le uscite hanno riguardato il 3,5 per cento dei medici, con un’età media di 48 anni.

Il dato segna un forte aumento rispetto all’anno precedente, quando le dimissioni erano state 1.503: la crescita è stata del 150 per cento. Il segretario nazionale dell’associazione, Pierino Di Silverio, ha descritto il fenomeno come una sorta di sistema senza ricambio sufficiente, nel quale le uscite dal servizio non vengono compensate dagli ingressi.

Turni e condizioni di lavoro

Tra le cause indicate dallo studio figurano turni gravosi, retribuzioni ritenute non allineate a quelle europee, condizioni di lavoro vicine al burnout, carichi burocratici eccessivi e aggressioni nei reparti. Secondo l’elaborazione dei dati Onaosi, del Conto annuale dello Stato e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il ricambio avviato anche attraverso il Decreto Calabria rischia così di perdere efficacia: nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 si sono dimessi.

Il rapporto segnala che in 12 regioni le dimissioni hanno superato i pensionamenti. Il divario è particolarmente marcato in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero dei medici dimissionari è risultato da 2,4 a 3,3 volte superiore a quello dei pensionati.

Per la Valle d’Aosta, i dati dell’associazione indicano una riduzione dell’organico del 14,2 per cento tra il 2019 e il 2025. Nello stesso periodo, quasi 10 mila giovani medici assunti in Italia hanno contribuito a un incremento di 4.029 camici bianchi nel Nord Est, mentre il ricambio nella regione alpina non ha prodotto risultati analoghi. Solo Basilicata, con il 24,6 per cento, e Molise, con il 17,2 per cento, hanno registrato una contrazione più forte.