Sono 783 gli studenti iscritti all’offerta formativa della Fondazione Maria Ida Viglino per la Musica, con oltre 200 nuovi ingressi. Il nuovo anno scolastico della Sfom, acronimo di Scuola di formazione e orientamento musicale, prenderà il via domani e proseguirà fino alla fine di maggio, con un programma che comprende attività didattiche, laboratori e collaborazioni con altre realtà del territorio.
La presentazione è stata l’occasione per illustrare la crescita dell’istituzione e le principali novità del percorso 2026/27. Il presidente Giacomo Greco, in carica da maggio, ha parlato di un anno «rivoluzionario», segnato dal rinnovo del consiglio di amministrazione e del coordinamento, oltre che da una revisione dei programmi. La Sfom non è una scuola dell’obbligo e la partecipazione avviene quindi per scelta delle famiglie e degli studenti, con un’offerta che continua ad attirare nuove adesioni.
La crescita dei dipartimenti
A fornire il quadro dei dati è stato il coordinatore Enrico Montanari. Le classi strumentali e i laboratori della Sfom contano 387 partecipanti, di cui 102 nuovi. A questi si aggiungono 78 allievi del metodo Suzuki, con 10 nuovi ingressi, 67 del dipartimento Disabilità, di cui 17 iscritti per la prima volta, 18 dell’Atelier Adulti, con 6 nuovi, e 95 della sezione Coro, che registra 12 nuove adesioni.
La crescita più marcata riguarda il dipartimento Infanzia, arrivato a 138 iscritti complessivi, 61 dei quali nuovi. Il dato, quasi raddoppiato rispetto al passato, sta spingendo la Fondazione a valutare nuovi ragionamenti sull’organizzazione dell’offerta. Nel conteggio complessivo rientrano anche i 31 partecipanti al progetto Cluster Maia e i 56 del Campus Suzuki di Cogne, attività che ha segnato l’avvio del nuovo percorso.
Cluster Maia è stato realizzato con la collaborazione di Etetrad e, per la prima volta, con il coinvolgimento del Comune di Nus. Il progetto ha ampliato il repertorio proposto agli allievi, affiancando la musica tradizionale alla componente orchestrale della Sfom. L’obiettivo indicato dai responsabili è proseguire con la presenza di ospiti e contributi provenienti da differenti ambiti musicali.
Il progetto Forgerons e il rapporto con il Conservatoire
Tra le iniziative principali figura il progetto biennale Forgerons, realizzato con l’assessorato regionale alla Cultura e con la Cogne Acciai Speciali. Il lavoro coinvolgerà le diverse articolazioni della scuola e sarà dedicato al ruolo sociale dell’azienda, alla storia delle miniere, delle famiglie arrivate in Valle d’Aosta e della banda, con un collegamento internazionale alla casta dei forgerons di alcune popolazioni africane.
Il progetto prevede composizioni originali, video e un libretto firmato da Gianni Nuti, presidente del Conservatoire, oltre a materiali d’archivio della Rai. La presentazione è prevista in due momenti: il 19 dicembre in bassa Valle e a maggio negli spazi della Cogne Acciai Speciali. Alla realizzazione parteciperà anche il Conservatoire, come annunciato dal direttore Claudio Montesano.
Il rapporto tra le due istituzioni potrebbe inoltre rafforzarsi attraverso un accordo per la condivisione delle strutture e l’ipotesi di discutere alcune lauree nella sede di via Xavier de Maistre. Montesano ha annunciato l’intenzione di affidare alla Sfom la formazione di base, sostenendo che il metodo Suzuki abbia caratteristiche professionalizzanti e che sia necessario ridurre le sovrapposizioni tra i due percorsi.
L’obiettivo dichiarato è rendere le due realtà più integrate, mantenendo le rispettive specificità. L’assessore regionale alla Cultura Erik Lavévaz ha espresso apprezzamento per l’ipotesi di collaborazione e ha richiamato il valore educativo della pratica musicale condivisa, legato alla capacità di ascoltare, rispettare gli altri e intervenire nei momenti appropriati.