CONTROVERSIA

Svastica nella bandiera Pride, Arcigay critica la Diocesi di Aosta

Il segretario episcopale ha diffuso l’immagine su WhatsApp. Il vescovo parla di opinione personale, l’associazione chiede distanza.

Svastica nella bandiera Pride, Arcigay critica la Diocesi di Aosta

Una composizione realizzata con la bandiera Progress Pride, riprodotta quattro volte fino a formare una svastica, è stata condivisa nello stato di WhatsApp da Gilbert Turcotti, segretario del vescovo di Aosta. A corredo dell’immagine compariva la frase "Questione di prospettiva…". Il contenuto ha suscitato la reazione di Arcigay Queer VdA André Zanotto, che ha considerato l’accostamento offensivo nei confronti delle persone e dei diritti rappresentati dal simbolo del movimento Pride.

La richiesta di Arcigay

La vicenda è emersa dopo il terzo Aosta Pride, organizzato nei giorni precedenti dall’associazione. La portavoce Alice Sartore, intervenendo sulle pagine della Gazzetta Matin, ha definito la trasformazione della bandiera in una svastica un insulto e ha chiesto al vescovo di chiarire pubblicamente se quella fosse la posizione della Diocesi.

Arcigay aveva sollecitato una presa di distanza netta e immediata da parte dell’istituzione religiosa. La richiesta riguardava sia il contenuto dell’immagine sia il ruolo ricoperto dalla persona che l’aveva pubblicata, ritenuto particolarmente rilevante proprio perché inserito all’interno della struttura di supporto al vescovo di Aosta.

La risposta della Diocesi

Nella mattinata di lunedì 28 settembre, la Diocesi ha diffuso un comunicato stampa con una dichiarazione di monsignor Franco Lovignana. Il vescovo ha precisato che la posizione ufficiale della Diocesi su avvenimenti, situazioni o argomenti viene espressa esclusivamente attraverso i canali istituzionali: la predicazione pubblica, i messaggi, le lettere, eventuali interviste del vescovo e, quando opportuno, i rilanci dell’ufficio stampa.

Nel comunicato Lovignana ha aggiunto che ogni altra presa di posizione, indipendentemente da chi la esprima, deve essere considerata il parere personale del suo autore. La precisazione, tuttavia, non ha soddisfatto Arcigay, che l’ha giudicata una risposta priva di una vera presa di distanza dall’immagine condivisa.

"Non è la presa di distanza che avevamo chiesto", ha replicato Sartore. Secondo la portavoce, nel testo della Diocesi non compare alcun riferimento all’immagine né un pensiero per le persone che si sono sentite colpite. Definire il contenuto un parere personale, ha aggiunto, non modifica ciò che rappresenta né il ruolo di chi lo ha diffuso.

Arcigay Queer VdA André Zanotto ha quindi fatto sapere che continuerà a valutare come tutelarsi in ogni sede opportuna. In chiusura, il Comitato Aosta Pride e l’associazione hanno ribadito che la bandiera del Pride rappresenta persone, vite e diritti e che chi ricopre un ruolo di responsabilità, anche all’interno di un’istituzione religiosa, deve rispondere delle dichiarazioni e dei contenuti che diffonde.